Sono trascorsi da allora cinque anni ed il problema non che essersi risolto o per lo meno attenuato, si è aggravato. E questo riguarda gli italiani in modo drammatico.
Un'indagine del C.N.R. dei primi mesi del 2007 è giunta ad un preoccupante risultato: i bambini italiani sono i più obesi d'Europa.
Il 35% dei nostri figli è in sovrappeso (contro il 27% degli spagnoli, il 20% degli inglesi, il 19% dei francesi, il 14% dei tedeschi) e le cause (a parte malformazioni congenite) sono le stesse più volte denunciate: poca attività fisica, scorretta alimentazione, scarsa attenzione del problema da parte delle famiglie.
Alimentazione-Aria aperta-Amore
La notizia non ha avuto un grande rilievo sui media: poche righe di commento, qualche rassegnata considerazione di dietologi e pediatri, i soliti consigli ai genitori...niente a paragone delle intere pagine dedicate dai quotidiani ai pericoli della zanzara tigre e dell'epidemia aviaria.
Eppure i dati del C.N.R. avrebbero dovuto seriamente preoccupare le famiglie e la Società se si considerano i rischi che corrono i piccoli afflitti da problemi di sovrappeso: diabete, ipertensione, infarto al miocardio, malformazioni osee, ictus, varie forme di tumore, oltre a ripercussioni psicologiche pericolose (l'obesità infantile comporta spesso una diminuzione dell'autostima e persino sindromi depressive).
Preoccupata attenzione dovrebbe essere data anche dal Governo se si tiene conto di quanto un obeso pesa sull'economia di una nazione in termini di cure (negli Stati Uniti 117 miliardi di dollari, molto più che per l'istruzione).
Controllare questa situazione non è poi così difficile: basta far arrivare ai genitori chiara e decisa la denuncia dei pericoli ai quali i loro figli vanno incontro se non si adottano le misure necessarie prima che sia troppo tardi, misure che oltre tutto non sono per niente costose, anzi fanno addirittura risparmiare.
Il mezzo migliore per ottenere questo risultato è far capire il problema attraverso la televisione o il cinema; quando Eric Schosser pubblicò negli Stati Uniti il libro-denuncia "Fast-food Nation" ebbe un buon riscontro di critica, ma diventò un successo internazionale soltanto quando Richard Linitlater ne trasse un film con Patricia Arquette e il regista Morgan Spurlock, il film documentario "Super size me".
E' per questo che Cino Tortorella si è proposto di realizzare un docu-film sul drammatico problema dell'obesità infantile certo che la forza delle immagini varrà più di centinaia di articoli di giornali o conferenze.
Un gruppo di qualificati esperti ha già dato la sua adesione per collaborare alla realizzazione del progetto; primi fra tutti il prof. Franco Schittulli, presidente della "Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori", il nutrizionista prof. Giorgio Calabrese dell'Università Cattolica, il prof. Lucio Catamo, ortopedico direttore del "Centro Medinforma" di Bologna, il prof. Pierangelo Bosio, segretario della "Società Italiana Trattamento Obesità", il dott. Marziano Bianchi, console italiano del Togo. |